PRIMA LE DONNE E I BAMBINI

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Scopri a chi ho deciso di donare il ricavato

Ciao.

Sono Arvedo Arvedi. International Corporate Artist.

In questi mesi ho scelto di privarmi di una parte di me.

Ho deciso di distruggere tre miei grandi quadri, a cui sono molto legato, per donar loro un nuovo significato.

Un gesto apparentemente folle per un artista che reputa ogni opera un’espressione unica del proprio essere.

Un gesto folle sì, ma dovuto.

Seguimi attentamente per scoprire il perché...

Abbiamo trascorso questi ultimi mesi persi e disorientati nel buio pesto dell’incertezza e della paura.

Siamo stati costretti a rinchiuderci nelle mura delle nostre case per scappare da qualcosa di totalmente inaspettato.

Mi riferisco ad un virus, una malattia di cui non si conosceva neanche l’esistenza, talmente contagiosa da non potersi più stringere in un abbraccio.

Il Coronavirus si è insediato nei corpi fino ad arrivare nei punti più nascosti delle nostre menti rendendoci totalmente vulnerabili.

In quel periodo, ho deciso e ho provato a sconfiggere il nostro nemico comune con la mia arte.

Ho letteralmente trasformato tre grandi tele da 1.5 per 1.0 mt, in una bandiera italiana al contrario: si parte dal rosso, passando per il bianco e infine si raggiunge il verde.

Tre nuovi quadri che lasciano spazio ad un nuovo senso.

Su ognuno di essi ho dipinto tre momenti relativi al Lockdown che abbiamo vissuto.

Rosso come la paura, bianco come la consapevolezza, verde come la rinascita.

Il risultato?

Un trittico che verrà messo all’asta e il cui ricavato sarà interamente devoluto in beneficenza.

Il viaggio comincia con l’evento che ha sconvolto l’equilibrio delle nostre vite.

Il primo quadro rappresenta il virus che si insidia nel corpo umano e lo uccide.

Quest’opera raffigura la disperazione di avvertire la morte di centinaia di persone ogni giorno e non avere una cura per salvarle.

Il contagio inarrestabile, la distruzione della serenità, l’incapacità di essere lucidi di fronte ad uno stesso nemico: tutto racchiuso in un solo quadro.

Per questa prima opera, ho deciso di sacrificare una tela che ho portato a Capri, contesto molto importante per la mia carriera artistica.

Come il Coronavirus ha improvvisamente distrutto le nostre vite, io allo stesso modo, ho completamente sommerso di rosso questo quadro.

Ho cancellato tutto ciò che vi era prima per darne una nuova vita. Ho pianto mentre distruggevo la mia opera, non posso nasconderlo.

Ma il dolore che ho provato in quel momento è stato nulla rispetto a quello che hanno sofferto le persone in quel periodo.

Il mondo che c’era prima non esiste più: tutto è completamente cambiato.

Il concetto di epidemia si delinea con la tecnica “Shadow”: come un fantasma, il virus ha attraversato intere città e popolazioni e ne ha devastato i contorni.

La pandemia qui è rappresentata dalle ombre dei pesciolini che nuotano in mille direzioni, liberi e impazziti.

Si corre veloci verso il secondo quadro che ha sfondo bianco: qui ci troviamo nella fase intermedia, quella della consapevolezza.

Nel momento in cui abbiamo preso atto di essere in pericolo, rimaniamo rintanati in casa in attesa di una soluzione.

Il Lockdown attraversa il mondo intero, le città sono deserte, le strade sono vuote...e intanto noi, nelle nostre case, ci leghiamo indissolubilmente ai nostri cari.

Iniziamo a considerare i medici e gli infermieri come gli eroi del nostro tempo. E’ questa l’unica strada per sopravvivere?

Per questo secondo quadro sacrifico la mia opera “L’altra metà del mare”: la ricopro completamente di gesso bianco.

Da questa lastra bianca nasce qualcosa di estremamente diverso.

Un nuovo e doloroso sacrificio per la rinascita: la trasformazione inizia, si evolve dentro di noi e provo a renderla concreta agli occhi di tutti.

La tecnica “Plaster” corre in mio aiuto e spazza via tutto ciò che era.

La nuova consapevolezza bussa alla porta e la lascio entrare in punta di piedi.

Il Coronavirus si arrampica dall’angolo inferiore sinistro della tela attaccando le persone che per difendersi sono chiuse in casa.

Una vera e propria barriera di gesso simboleggia la reclusione nelle abitazioni.

Il virus tiene lontani tutte le forme di vita che sono rappresentate da dei pesciolini colorati.

Questi sono sistemati in modo da raffigurare dei segnali morse: con linee e punti si scrivono parole di conforto per tutti: FORZA, GRANDE, 2020, ITALIA, CORAGGIO.

Questo quadro con lo sfondo bianco si trova al centro del trittico nella fase di passaggio verso la risoluzione...

Il virus non lo puoi fermare: puoi solo provare a proteggerti rimanendo fermo e immobile in casa. La parte centrale del quadro, raffigura un pronto soccorso e il reparto di terapia intensiva.

Le ombre dei pesciolini rappresentano le persone di cui non conosciamo neanche il nome e che sono ormai “semplicemente” numeri.

Altri pesciolini invece, non sono più ombre perché acquisiscono sostanza materiale e tangibile: questi rappresentano i medici, che dipinti di vari colori, simboleggiano la vita.

Sono loro la nostra unica via per la salvezza.

La parte finale del quadro è però poi, invasa dalla raffigurazione di tantissime tombe che non lasciano spazio ad ulteriori spiegazioni.

Non temere però, perché il viaggio è appena iniziato.

Il terzo quadro che sacrifico è il “One year work” chiamato così, proprio perché ho impiegato un anno per l’intera lavorazione.

Il dispiacere di cancellare ciò che era prima è sempre più forte. Arriva all’apice più alto.

Questa volta è il verde a coprire interamente l’opera e a distruggerla non lasciando traccia di ciò che era.

Il dolore per la distruzione della tela viene subito ripagato con un dipinto nuovo che simboleggia il futuro che ci attende.

La tecnica “Cromolife” è la più adatta per questo quadro: la chiave di lettura è il passaggio dal dolore alla gioia.

Quello che è stato, non lo sarà più: il verde è la speranza che vuole appropriarsi di tutti i giorni futuri.

Come un’Araba Fenice che rinasce dalle sue ceneri, la vita dopo il Lockdown ci attende.

Lo sfondo dell’intero quadro rimane verde, la Fenice che attraversa tutta la tela, riprenderà vita con un effetto in rilievo, colorandosi ancora di verde, bianco e rosso.

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